Il Lambro e il progetto che lo fa.. VOLARE

legambiente-bandieraNel 2014 fiumi e torrenti sono stati protagonisti di alluvioni e disastri ambientali. In Lombardia è sufficiente pensare ai disagi provocati dal Lambro e dal Seveso. Questo accade, perché ormai da anni gli alvei naturali sono costretti in alvei artificiali, che non consentono, in caso di ingenti piogge, alla massa d’acqua di allagarsi, senza incontrare ostacoli sul suo percorso. I nostri torrenti e fiumi sono ostaggi di questo sistema, ma non solo. L’inquinamento delle acque è diventato opprimente. Una direttiva europea promulgata nel lontano 2000 indicava come anno di riscatto il 2015, termine perentorio per raggiungere lo stato di qualità ‘buono’ per tutte le acque superficiali del continente. Tuttavia, questa scadenza è stata rinviata al 2021-2027. Nonostante ciò in Lombardia siamo ancora lontani da qualsiasi obiettivo.

Lambro – Novembre 2014

Solo per risanare il tratto milanese del Lambro servono enormi investimenti su tutta la rete fognaria della Brianza, del milanese e, più giù, anche del lodigiano. Lo stato ecologico del fiume, infatti, rimane mediamente scarso e, secondo gli ultimi dati disponibili di Arpa Lombardia, riferiti al 2013, il tratto che va da Peschiera Borromeo a Sant’Angelo Lodigiano presenta un giudizio di qualità delle acque addirittura “cattivo” in particolare per la scarsità della componente biologica nell’acqua, cioè di quella diversità di organismi, dai protozoi ai pesci, la cui presenza permette di affermare che un corso d’acqua è vivo e vitale. In realtà ci sono poche probabilità che si possa raggiungere nemmeno l’obiettivo intermedio stabilito dalla Regione Lombardia: un giudizio di qualità “sufficiente” entro il 2015.

La deturpazione paesaggistica, la cementificazione a discapito di aree agricole e naturali, hanno determinato la fragilità del sistema ecologico. Tra i fasci di binari della linea AV e i giganteschi cantieri di TEM e opere connesse, i territori rivieraschi del Lambro sono infatti tra quelli più sacrificati, nonostante la presenza del Parco Agricolo Sud Milano:  in comuni come San Donato e Melegnano il cemento occupa ben più del 50% dell’intero territorio amministrativo.

Nasce così l’esigenza dei comuni del territorio intorno al fiume di creare un progetto “VOLARE – ValOrizzare il fiume LAmbro nella Rete Ecologica regionale”, presentato il 21 gennaio scorso a San Giuliano M.se.  Il progetto, finanziato da Fondazione Cariplo e promosso dal Comune di San Giuliano M.se con un pool di partner (Comuni di San Donato M.se e Melegnano, Istituto Nazionale di Urbanistica e Legambiente Lombardia), mira a esplorare le condizioni e gli interventi sviluppabili per ripristinare la connessione ecologica lungo il corridoio fluviale, per invertire la tendenza alla perdita degli habitat fluviali, rimettendo al centro il paesaggio del fiume e dei corsi d’acqua minori.

L’ambizioso progetto, il cui obiettivo è la conclusione entro 15 mesi, è quello di far tornare a pulsare  di vita il reticolo di acque che attraversa il territorio, restituire al fiume Lambro quel ruolo centrale che esso ha sempre avuto nella storia delle comunità del Sud Milano.

Chiara De Carli

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