Raccontarsi: tra scrittura autobiografica e psicanalisi

di Elena Borravicchio

Tra le varie ed interessanti iniziative di Bookcity edixione 2022, segnaliamo quest’incontro.

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

Si esprimeva così Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane; sceglie questa citazione Ombretta Prandini per introdurre il testo “Autobriografie dell’Inconscio”, di Duccio Demetrio e Nicolò Terminio, che i due autori presenteranno domenica 20 novembre, alle 17, in occasione di Bookcity Milano.

 Tema dell’incontro: “Raccontarsi: tra scrittura autobiografica e psicanalisi”. La parola, lo sappiamo, non è mero strumento, è agente di cambiamento di per sé, è creativa. La necessità della narrazione è figlia di un impulso irrinunciabile dell’essere umano a interpretare la realtà, fuori ma anche dentro di sé.

E la parola scritta è appena “sorella tardiva” della parola orale, come direbbe Bobin, con la stessa potenza generativa. Ecco allora che il racconto autobiografico è occasione per esplorare il proprio mondo interiore, chiamato in psicanalisi inconscio, e recuperare un senso simbolico dell’esistenza pericolosamente a rischio nel tardo-capitalismo virtuale e iperconnesso in cui viviamo. Apre una possibilità all’imprevisto.

La scrittura, facendosi altro dal soggetto, esiste come creatura a se stante, capace di provocare il soggetto stesso, illuminarlo talvolta, e offrire nuovi significati e nuove soluzioni.

I percorsi dei due studiosi, filosofo dell’educazione e fondatore della Libera Università dell’Autobriografia di Anghiari (LUA) Demetrio, psicoterapeuta, dottore di ricerca e membro di Jonas (Centro di Clinica Psicoanalitica per i nuovi sintomi) Terminio, si intrecciano in un hic ed nunc molto particolare.

Racconta nel libro Terminio: “La sera dopo cena Demetrio ha invitato tutti a fare una passeggiata al buio, e in silenzio, tra gli ulivi intorno al monastero (si stava svolgendo un seminario organizzato dall’Accademia del silenzio a Campello sul Clitunno, nell’agosto 2017, ndr). Camminavamo tutti in silenzio e si percepiva qualcosa di sacro, di laicamente sacro”.

La parola, ma anche il silenzio, diventano allora manifestazione del mistero racchiuso in ogni persona, punto di incontro di autobiografia e psicanalisi.  

Appuntamento per domenica 20 novembre, ore 17, Circolo Filologico Milanese