Responsabilità, Solidarietà, Prossimità

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uomini-anzianidi Silvia Tosetti

Responsabilità, per dare a ogni domanda una risposta. Solidarietà, per trasformare la solitudine in compattezza. Prossimità, per fare un’esperienza insieme. Sono queste le tre parole chiave scelte dall’assessore ai Servizi Sociali Cherubina Bertola come sottotitolo dell’incontro “Monza e i suoi anziani”, e divenute sintesi e unione di una pluralità di voci, bisogni e punti di vista. L’appuntamento, che si è svolto sabato mattina all’Urban Center di via Turati, è stato organizzato dal Comune di Monza in collaborazione con Il Dialogo di Monza, media partner dell’evento, per affrontare le tematiche dei servizi di  prossimità e del ruolo degli anziani nella collettività, coinvolgendo una moltitudine di realtà, dal mondo delle istituzioni, a quello del volontariato, fino a quello sindacale. A moderare l’evento, il direttore de Il Dialogo Fabrizio Annaro

«Abbiamo messo a fuoco, sotto diverse sfaccettature, quanto ha senso per una persona sentirsi parte di una comunità», ha rimarcato l’assessore Bertola al termine dei lavori.

Cherubina Bertola assessore ai Servizi Sociali del Comune di Monza
Cherubina Bertola

A Monza un quarto della popolazione è over 65. Come illustrato dalle responsabili, i servizi messi in atto dall’Ufficio Anziani del Comune di Monza coinvolgono diverse professionalità – tra cui 6 assistenti sociali, una psicologa e due ausiliari socio-assistenziali – e rispondo a non poche problematicità, che riguardano principalmente la non-autosufficienza e la difficoltà di gestione della quotidianità. La spesa destinata agli anziani è pari al14% della spesa totale dei Servizi Sociali e interessa il 33% degli arrivi. «È importante fissare l’attenzione su singolo per avere una visione a “grandangolo”, cioè d’insieme, per mettere in atto azioni condivise con e sul territorio», hanno sottolineato le responsabili del Servizio Anziani.

Se è fondamentale avere una visione a 360 gradi, allora è altrettanto necessario distaccarsi dall’autoreferenzialità. «Parlare di anziani significa parlare anche, ad esempio, di trasporti o di tempo libero, e per questo il nostro sguardo deve essere il più possibile ampio, non deve fermarsi a quello che già stiamo facendo ma andare oltre – ha evidenziato il sindaco Roberto Scanagatti, intervenuto brevemente per un saluto  – È anche questo il senso dell’accordo firmato ieri (venerdì 30 settembre, ndr) con i sindacati: aprire un tavolo di confronto permanente che coinvolge altri soggetti a cui solitamente non si fa riferimento. Un atto concreto per gettare le basi di un rapporto proficuo e produttivo».

Don Augusto Panzeri, Fabrizio Annaro, Roberto Mauri
Don Augusto Panzeri della Caritas di Monza, il direttore de Il Dialogo Fabrizio Annaro e Roberto Mauri della cooperativa La Meridiana

Uno dei problemi più significativi, e purtroppo in crescita, è quello della demenza senile. Nel mondo ci sono 7,7 milioni di nuovi casi all’anno, uno ogni 4,1 secondi, e si stima che nel 2030 i malati saranno 75,63 milioni (47,7 milioni nel 2015). Numeri che nei prossimi anni non troveranno alcuna risposta farmacologica. Essendo in vertiginoso aumento, la demenza senile è un fenomeno che tocca moltissime famiglie, fino a logorarle. «Arriva un momento in cui anche la persona più brava non ce la fa più e il rapporto uno a uno diventa controproducente. Passare 365 giorni, 24 ore su 24, con una persona con questa malattia diventa insostenibile», ha sottolineato Roberto Mauri, della Cooperativa La Meridiana. Attualmente la risposta a questo bisogno è solo nei nuclei protetti, cioè chiusi e destinati alle persone affette da Alzheimer. Ma, molto spesso, chi arriva in questi nuclei ha una ancora una propria autonomia. Partendo da questa considerazione, Mauri e i suoi hanno cercato di trovare una modalità di cura che non sia esclusivamente sanitarizzata. Così è nato il progetto “Il paese ritrovato”. «Abbiamo pensato di realizzare un villaggio, un luogo in cui ricreare un piccolo paese con i suoi servizi: il supermercato, il teatro, il bar, il parrucchiere, la chiesa – ha raccontato Mauri – Un posto, insomma, in cui le persone possano continuare a essere persone e vivere in modo pressoché autonomo, all’interno di un sistema che semplifica l’accesso ai servizi». Il progetto – costato quasi 9 milioni di euro di cui 6 già raccolti, a testimonianza di quanto la demenza senile sia un problema tristemente diffuso – si avvale della collaborazione di enti di ricerca per fare in modo che ogni intervento sia studiato nei minimi dettagli e il modello diventi esportabile. I lavori dovrebbero iniziare già questo mese e terminare entro il 2018. «Quest’anno Meridiana compie 40 anni – ha ricordato Mauri – Volevamo fare qualcosa di nuovo per questo anniversario, ma sempre proseguendo la nostra strada: aiutare gli altri, essere al servizio di chi ha bisogno».

Pietro Albergoni, Sindacati Pensionati SPI FNP UILP Monza, Silvia Maiocchi, Consorzio Exit, il direttore Fabrizio Annaro, Anna Biffi, Spazio Giovani Onlus, Tosco Giannessi, Auser Monza e Brianza
Pietro Albergoni, Sindacati Pensionati SPI FNP UILP Monza, Silvia Maiocchi del consorzio Exit, il direttore de Il Dialogo Fabrizio Annaro, Anna Biffi di Spazio Giovani Onlus, Tosco Giannessi, Auser Monza e Brianza

A fianco di istituzioni, enti, famiglie, istituti di ricerca, c’è anche il preziosissimo contributo dei volontari. Come i 600 dell’Auser di Monza e Brianza che danno una mano a 4.600 persone, offrono 7.700 ore di aiuto, percorrono 545mila chilometri per un totale di 2 milioni e 300mila euro fatti risparmiare dalla Provincia. «Essere d’aiuto agli altri significa essere d’aiuto a noi stessi», ha sottolineato Tosco Giannessi di Auser.

Un altro tassello fondamentale è il legame con il territorio. Nel corso dell’incontro, Anna Biffi di Spazio Giovani Onlus ha portato l’esempio del progetto di via Silva, dimostrando come sia possibile creare una comunità anche negli ambienti più difficili; mentre Silvia Maiocchi del Consorzio Exit ha presentato il neonato progetto “Inside”, che prenderà il via questa settimana nei quartieri Cederna, San Rocco e Cantalupo. Nato dalla positiva esperienza dello sportello badanti, attivo dal 2009, e del contratto di quartiere sviluppatosi a Cederna e Cantalupo, il progetto “Inside” garantirà un servizio ancora più capillare sul territorio, oltre alla possibilità di offrire alle famiglie e agli assistenti familiari un supporto anche per quanto riguarda gli aspetti contrattualistici.

Nell’ottica di rendere più fruibili i servizi presenti sul territorio, si inserisce anche l’intervento di Pietro Albergoni, dei sindacati pensionati SPI FNP UILP Monza. «L’Osservatorio Anziani è una scommessa di confronto permanente tra istituzioni, sindacati… Non un luogo formale, ma sostanziale per affrontare insieme la tematica della fragilità».

Ma qual è senso dell’invecchiare? L’intervento di don Augusto Panzeri, di Caritas Monza, ha sollevato una delicata riflessione. «Ho 69 anni e invecchio in una comunità di vecchi; non è facile, e capisco la situazione di molte famiglie – ha esordito – Si pensa che la persona anziana non abbia più da imparare, invece il bello di questa età è imparare a costruire un racconto in cui le parti si incontrano e acquisiscono un senso, mettere insieme tanti passaggi, compresi gli errori. Si parla spesso di bisogni, ma forse sarebbe giusto parlare di desideri e questo è un passaggio che può fare solo una persona di una certa età. La persona anziana ha anche più consapevolezza della fine e si interroga su quale sia il senso della fine e della fine della vita. Che risposta possiamo dare? Che il senso è amare e che l’amore è più forte della morte».

 

 

 

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