Solidarietà a Monza, le idee scendono in piazza

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di Francesca Radaelli

Si parte con mollette, filo e pennarelli. Si arriva alla fine con tante idee, sospese sopra le teste dei cittadini di Monza.

È un po’ la sintesi dello Speaker’s Corner organizzato dal gruppo Monza Ambiente Solidarietà lo scorso sabato 2 ottobre in piazza San Pietro Martire a Monza. Dopo il Parco, dove a giugno si erano raccolte idee e proposte sull’Ambiente, l’evento giunge ora nel cuore della città per focalizzarsi sull’ambito del sociale e della Solidarietà.

Lo spirito è lo stesso: dare voce alle proposte dei cittadini. Proposte che non rimarranno un “Bla bla bla”, assicura Fabrizio Annaro aprendo l’incontro con un riferimento ai recenti interventi di Greta Thunberg ma saranno raccolte in un dossier da presentare alle istituzioni politiche di Monza, giocando d’anticipo in vista delle prossime elezioni comunali.

L’occasione è anche quella di dar voce alle tante realtà che sul territorio operano concretamente a favore della solidarietà.

Tra gli interventi – rigorosamente non più di tre minuti a testa – che si susseguono uno dopo l’altro, prendono infatti la parola volti noti dell’associazionismo monzese e brianzolo, in rappresentanza del Consorzio Comunità Brianza, del Forum Terzo Settore, del Masci (Movimento Adulti Scout), della cooperativa La Meridiana, del Circolo Acli di Monza, della Cooperativa Spazio Giovani, della onlus Tidounamano, della Caritas di Monza.

Ripartire dai giovani. O almeno, ascoltarli

I giovani sono un tema ricorrente negli interventi. Ripartire dai loro bisogni di adolescenti e di giovani uomini, mirare all’eccellenza nell’istruzione e nel lavoro: è ciò che si richiede alla politica, ma anche al mondo della cooperazione.

Anna Biffi, cooperativa Spazio Giovani

In un momento storico in cui giovani chiedono a gran voce spazi di partecipazione per governare il cambiamento, l’appello alla politica è soprattutto un appello ad ascoltarli, non come “categoria protetta”, ma nelle loro specificità.

Tante le proposte avanzate sulle azioni territoriali da intraprendere: aprire tavoli istituzionali con scuole e università per orientare abitudini e stili di vita; individuare spazi pubblici in autogestione per qualificare tempo libero e le attività culturali dei ragazzi; stipulare convenzioni con palestre per facilitare l’accesso allo sport come fonte di benessere; favorire l’accesso al volontariato.

Anziani e soggetti fragili: non emarginiamoli!

Rita Liprino, Cooperativa La Meridiana

Da una parte i giovani, dall’altra gli anziani. La loro cura sul territorio monzese è spesso affidata a realtà del terzo settore che si fanno carico dei loro bisogni, svolgendo un servizio importantissimo per la comunità. Ma, nel caso degli anziani, così come delle persone con disabilità, rispondere ai bisogni essenziali spesso non basta: la sfida è tenere vivo il contatto, la relazione, con persone che spesso vengono relegate ai margini, combattere il senso di solitudine e di abbandono.

Insomma non solo rispondere ai bisogni, ma prestare attenzione anche ai desideri.

Politiche sociali e solidali

E poi l’idea che la politica inizi a considerare i servizi sociali come un diritto. Dall’assistenza domiciliare alle persone fragili alla riduzione delle diseguaglianze. L’idea di un patto di solidarietà per la città con tutte le forze che operano attivamente sul territorio, e soprattutto con i cittadini.

Un intervento in materia di politiche sociali che non si limiti alla propaganda sulla sicurezza, ma intervenga anche sulle fragilità e le diseguaglianze.

Roberto D’Alessio

E ancora: una politica che consideri la solidarietà un valore universale, che ne rifiuti la criminalizzazione, che faccia passare il messaggio che la solidarietà non può mai essere sbagliata.

Un’idea che, dice qualcuno, dovrebbe coinvolgere maggiormente non solo la politica ma i singoli cittadini, a partire dalle ‘cose’ della vita quotidiana. L’acqua che usiamo (o sprechiamo) ogni giorno, l’utilizzo dell’automobile in città, lo spreco alimentare, la cura per lo spazio comune. E vengono avanzate anche proposte che coinvolgono il modo di vivere la città. Come quella di una linea di trasporto pubblico elettrico ad alta frequenza, che attraversi il centro città da via Borgazzi alla porta Monza del Parco.

Insomma, ciò che si chiede alla politica è di valorizzare quella miriade di relazioni tra persone e soggetti organizzati, associazioni, enti, parrocchie, imprese sociali che gestiscono attività di solidarietà e aiuto. Relazioni che ‘fanno’ la società.

Non ci può essere sviluppo economico senza sviluppo sociale”: questo il messaggio che, alla fine di tutti i discorsi, rimane appeso al filo, nel centro della città.