Stefano Massini e il Mein Kampf al Teatro Manzoni

La Redazione

Appuntamento imperdibile venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 febbraio al Teatro Manzoni di Monza. Stefano Massini porterà in scena il Mein Kampf , il testo scritto da Hitler che ha dato il via al nazionalsocialismo in Germania. Si tratta di una produzione del Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana.

Un secolo ci separa dalla nascita di un libro.

Era il 1924, anno di nascita di Mein Kampf dettato dal giovane Hitler nella cella del carcere di Landsberg.

Dieci anni ci separano invece dal 2016, quando la Germania ne consentì la diffusione dopo anni di divieto, ritenendo che solo la conoscenza potesse evitare il ripetersi della catastrofe.

A 100 anni da Mein Kampf di Adolf Hitler, Stefano Massini, unico italiano vincitore di un Tony Award, porta in scena un’indagine lucidissima e spietata sul potere delle parole e le loro conseguenze.

Per anni Massini ha lavorato incrociando la prima stesura del libro-manifesto con i testi e i comizi del Führer oltre che con gli immensi materiali delle Conversazioni con Hitler a tavola raccolte da Picker, Heim e Bormann.

Oggi Massini consegna al palcoscenico uno spettacolo duro ma necessario, in cui Mein Kampf emerge in tutta la sua sconcertante portata.

Perché queste parole hanno ipnotizzato le masse?

Perché la Storia ha mutato direzione su queste pagine?

E noi, spettatori del 2026, saremmo davvero impermeabili all’ascesa dal basso di questo profeta della rabbia?

Mein Kampf è l’agghiacciante Verbo del Novecento più distruttivo, camuffato dentro la paranoica autobiografia di un invasato.

Dal primato della razza all’apoteosi del condottiero, dalla smania per il riscatto alla febbre per la propaganda, va in scena l’impalcatura del nazionalsocialismo, offerto senza filtri da Massini con lo stile ossessivo, barocco ed enfatico del testo originario, in un millimetrico studio teatrale di ritmi, toni e affondi verbali del dittatore: perché la comprensione del meccanismo è l’unico antidoto al suo replicarsi.

“La società contemporanea ha eretto un monumento al concetto di empatia, dimenticando che essere empatici non è parlare alla testa ma – come Hitler stesso dice – al petto, allo stomaco, alle viscere, dove l’istinto regna incontrastato, dove albergano rabbia, orgoglio, frustrazione e paura: lì Hitler getta il proprio seme.

È la cosa per me più impressionante di questo materiale ed è la sua estrema pericolosità.”  (Stefano Massini)

Info e biglietti: www.teatromanzonimonza.it

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