di Diego Mariani da Mezzopieno
Una testa in marmo di Alessandro Magno rinvenuta nel Foro Romano, una scultura in bronzo trafugata da Ercolano e due statue egizie in basalto sono alcuni tra i 337 beni culturali rimpatriati dagli Stati Uniti. Il risultato è frutto della collaborazione dell’Arma dei Carabinieri con la Procura distrettuale di Manhattan, l’FBI e il braccio investigativo del Dipartimento per la Sicurezza Interna americana (HSI), una sinergia che ha attraversato l’Atlantico per smontare i circuiti del traffico illecito di antichità.
Tra le altre opere recuperate: ceramiche e ori, bronzi e terrecotte, un timone navale, un vaso canosino e monete di epoca romana. Opere che coprono un arco lungo millenni, dall’età villanoviana al periodo romano ed ellenistico, con presenze etrusche, greche, italiche ed egizie.
Al lavoro investigativo si è affiancata la collaborazione con istituzioni museali e accademiche statunitensi, persino con una nota casa d’aste, per consentire restituzioni, prestiti a lungo termine e progetti di ricerca condivisi.
“La cultura non si perde, non si dimentica ma si tutela, si recupera e, soprattutto, si restituisce alla collettività. Queste testimonianze preziose saranno ora oggetto di studio, tutela e valorizzazione affinché possano tornare ai luoghi di provenienza e alla fruizione pubblica”, ha dichiarato il Ministro della Cultura.
Dal 2022 a oggi sono rientrate in Italia migliaia di opere, per un valore complessivo stimato in decine di milioni di euro. Ognuna è un pezzo di memoria collettiva che torna accessibile a studiosi, musei e a tutta la collettività.
Per approfondire le fonti originali: Ministero della cultura
18 maggio 2026

