Un mondo di contraddizioni

globalizzazionedi Luigi Picheca

Mi piacerebbe che si fermasse il tempo per un lungo anno divino e che la gente resettasse il proprio cervello rendendolo più umano e sincero.
Ci hanno insegnato e continuano a riempirci la mente di tanti messaggi di cui ci sembra di cogliere il significato ma che, in realtà, ci vogliono uniformare alle idee che vanno bene ai potenti e a coloro che ci comandano come marionette.
Quanto era bello quando da bambini ci lasciavano un certo spazio, uno spazio indulgente che ci permetteva di uscire un po’ dagli schemi sociali che ben presto ci avrebbero ammansito frequentando la scuola e la chiesa.
Non è che sia tutto sbagliato, ma il nostro cervello viene lentamente programmato e istruito secondo canoni che ci fanno sentire “inseriti e coerenti”. Giornali e tv ci bombardano di messaggi e di ideologie che ci sembrano giuste ma che non abbiamo il tempo di metabolizzare e di valutare.
Ci hanno insegnato per anni a difendere i nostri confini, dichiarandoli sacri, e ora ci impongono di aprirli a gente che ci porta abitudini e culture lontane anni luce dalle nostre.
Ci fanno vedere morti annegati e campi di gente che sguazza nel fango e subito dopo ci dicono che siamo il primo paese europeo per bambini e adulti obesi e che sprechiamo miliardi in cibo.
Insomma, dove sta la ragione?
A volte mi metto a riflettere solo soletto – il tempo non mi manca – e mi dico che siamo circondati da ideologie sbagliate e che sarebbe fantastico esprimere liberamente  le idee di ognuno con quella parità di diritti che ci ha resi diversi dagli animali.
Idee che hanno permesso al mondo di evolvere ma che contemporaneamente ci hanno resi schiavi dei potenti e che ci fanno sentire liberi e tutelati da loro.Un bel lavaggio di cervelli, non c’è che dire, talmente riuscito bene che applaudiamo chi ci tiene in pugno e fischiamo chi esce dal coro.
Ci vuole una grande dose di coraggio a uscire dagli schemi che ci hanno imbrigliato le menti  ma che rappresenta l’unica via per riprenderci la nostra libertà autentica.
Non servono le guerre per vivere dignitosamente, basterebbe redistribuire la ricchezza creando posti di lavoro nuovi o inventare un nuovo modo per vivere in pace e con soddisfazione.
È un controsenso vedere i paesi africani ed asiatici ridotti alla fame impegnati in lunghe guerre volute da questo o da quel dittatore o regnante che sogna di possedere armi sofisticate o addirittura atomiche per mettersi a giocare a Risiko a spese della sua stessa gente.
E così via…!

Luigi Picheca

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