Un pannello solare sul tetto di una scuola

di fra’  Riccardo Rota Graziosi missionario francescano in Tanzania

Ikonda, giugno 2021. Un pannello solare sul tetto di una scuola in mezzo al bosco. Sembra il titolo di un racconto di fantasia,  invece è una storia vera. 

Qualche tempo fa la comunità cristiana di un piccolo villaggio non aveva una chiesetta dove raccogliersi per la preghiera quando il sacerdote desiderava poter svolgere la Celebrazione eucaristica domenicale o, in sua mancanza, il catechista guidare la Liturgia della Parola.

Il parroco aveva ottenuto dalla preside della scuola primaria, una gentile signora luterana, l’utilizzo di un’aula, semplice e povera, ma adatta a ripararsi dal vento e dalla pioggia.

La scuola è simile a molte altre costruite in tutti i villaggi, anche i più sperduti, della Tanzania, per volontà del primo Presidente Mwalimu Nyerere, che voleva vincere l’analfabetismo e dare una lingua comune a tutta la nazione.

E’ una costruzione con le aule disposte su tre lati, con al centro del piazzale il palo dell’alzabandiera per la cerimonia corale del mattino e il canto dell’inno nazionale prima dell’inizio delle lezioni. Sul quarto lato si trova l’edificio dei maestri.

Una domenica arriviamo alla scuola, la macchina si ferma nel piazzale, pulito con la aiuole fiorite, e noto un pannello solare posto sul tetto delle aule dell’edificio degli insegnanti.

Un filo volante scende dal tetto per entrare in una grande aula di recente costruzione e non ancora ultimata.

La cosa mi sorprende e mi incuriosisce. A che scopo un pannello solare in una scuola primaria dove le lezioni si svolgono in pieno giorno alla luce del sole?

Un’aula della scuola in Tanzania. Sul tetto di questa scuola è installato un pannello solare che serve per le lezioni serali di inglese.

Dopo la celebrazione chiedo di incontrare la preside che abita poco distante dalla scuola.

Entriamo in un cortile dove le galline beccano indisturbate, i bambini ci salutano appoggiando le mani sul volto con parole di benvenuto e poi continuano a giocare. La preside ci riceve e ci fa accomodare offrendoci dolci. La ringrazio della disponibilità all’uso di una aula per la preghiera e chiedo il motivo di quel pannello solare.

Mi spiega che ha chiesto e ottenuto un piccolo finanziamento per aiutare alcuni scolari.

Ecco un’altra aula della scuola della Tanzania. Oltre che per studiare quest’aula ospita la messa spesso celebrata da frate Riccardo.

Aveva notato che al termine della scuola primaria – un ciclo di studio di sette anni obbligatorio per tutti in Tanzania – i ragazzi e le ragazze che avrebbero frequentato la secondaria in una sede lontana, avevano grandi difficoltà con la lingua inglese. Per questo, consapevole dell’importanza dello studio e desiderosa di aiutare i suoi alunni, aveva iniziato un corso serale di inglese per loro e questo richiedeva la luce del pannello solare. Nel villaggio infatti non esiste la rete di luce elettrica.

Mi congratulo con lei e chiedo se posso offrire un aiuto. Mi chiede un pallone per i ragazzi che desiderano giocare nel  campo vicino alla scuola.

Acconsento ma solo a una condizione: consegnare prima quaderni e materiale scolastico per i suoi studenti al successivo incontro dopo qualche mese.

Sorride e accetta volentieri e questo serve a rinsaldare la nostra amicizia.

La preside si era già data da fare per avere acqua corrente e servizi igienici di prima qualità per la scuola con l’aiuto di due organismi internazionale: Amref e Unicef.

 

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