Un santuario in Antartide


Un luogo magico e ricco di biodiversità, che si trova ai confini più lontani del mondo. E che rischiamo di perdere. Si tratta dell’Oceano Antartico, un ecosistema che ospita animali unici. Gli eleganti pinguini imperatori, le maestose balene blu, le tenere foche. Questo straordinario oceano e le meravigliose creature che lo abitano sono minacciate dal cambiamento climatico, che innalza le temperature, e dall’espansione della pesca industriale, che ormai si spinge in luoghi impervi come questo. La denuncia arriva da Greenpeace, che ha lanciato una petizione per proteggere questo luogo magico e trasformarlo in un grande Santuario, la più grande area protetta del Pianeta, estesa su ben 1,8 milioni di chilometri quadrati nel mare di Weddel, dove le industrie e i pescherecci non potranno più mettere piede. 

Un paradiso in cui pinguini e balene possano essere protetti, in un’area off-limits alla pesca industriale del krill, il piccolo crostaceo di cui questi animali si nutrono.

La petizione, per cui l’associazione sta raccogliendo le firme, anche online,  è rivolta ai membri dell’Antarctic Ocean Commission – l’organismo internazionale incaricato di tutelare l’ecosistema marino dell’Antartide. Ad ottobre 2018 si riunirà la Commissione per la Conservazione delle risorse Marine dell’Antartide (CCAMLR) che è composta dai rappresentanti di 25 Paesi, tra cui l’Italia.

E per documentare la vita sommersa, Greenpeace ha dato il via a una spedizione in Antartide con la nave rompighiaccio Arctic Sunrise e con un sottomarino. L’equipaggio e il team di ricercatori sono i primi esseri umani a visitare i fondali inesplorati di questa parte dell’Oceano Antartico. “Vogliamo monitorare la fauna selvatica antartica, tra cui le colonie di pinguini, già sotto pressione a causa del cambiamento climatico“, spiegano gli attivisti di Greenpeace. “L’equipaggio analizzerà anche campioni di acqua per verificare la presenza di inquinamento da plastica in quest’area remota del Pianeta“.

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